Ania in cucina

Ho trovato il mio sorriso

La storia di Ania, giovane venticinquenne polacca, che partecipa alla Scuola Gen, la scuola per le giovani dei Focolari a Loppiano.

«Secondo voi, quanto sono alta?». Esordisce così Ania, una giovane polacca di 25 anni che è venuta a Loppiano per la Scuola Gen. Un modo strano per iniziare a parlare della sua esperienza, un modo che spiazza tutti gli ascoltatori. In sala, ci sono i giovani invitati dalle diocesi della Toscana per seguire in diretta la GMG e la guardano un po’ stupiti e un po’ sollevati. Sollevati, sì, perché Ania è evidentemente affetta da nanismo e il fatto che sia lei ad affrontare l’argomento in prima battuta, mette tutti a proprio agio.

Dalla sala partono le prime risposte: «1 metro e 40». «No, meno» risponde lei. «1 metro e 30». «Ancora meno!». La risposta esatta è 124 cm.

«L’anno scorso ho finito il Master. Ho studiato Scienze Economiche al Politecnico di Varsavia e Amministrazione all’Università Tecnico-Commerciale. Sono cresciuta in una famiglia cattolica. La mia caratteristica è la statura, ma per me non è un problema nella vita quotidiana. Potrei dire che sono impostata in modo positivo verso la vita. Amo sorridere e so che con il mio sorriso contagio gli altri. Mi piace cucinare, fare dolci, guidare la macchina e andare in giro in bicicletta».

Eppure, i momenti difficili ci sono stati…

«Sono nata in un piccolo centro. Lì tutti mi conoscevano. Quando, però, mi sono trasferita in una grande città per studiare… sono iniziati i problemi. Mi sentivo guardata in modo diverso. Alcuni facevano dei commenti, altri si sforzavano di far finta di non vedermi. Soprattutto i bambini facevano domande molto dirette e le reazioni dei genitori non erano sempre le migliori per me… Qualcuno è arrivato a dire che la mia era una punizione!».

Ma come si fa a superare l’esclusione, l’emarginazione?

«Sai che cosa mi aiutava in quei momenti? La sensazione che potevo capire un po’ quello che aveva vissuto Gesù, quando portava la croce sul Golgota, mentre tutti si prendevano gioco di lui e lo deridevano. Anche lui si sarà sentito guardato come mi sentivo guardata io e avrà sentito commenti che gli arrivavano addosso come pugnalate…».

Ania, anche raccontando queste cose, sorride. È come leggera.

«Voglio spiegarvi da dove nasce il mio sorriso. Ok, sono una persona piccola. Vedete le mie gambe? Sono proprio corte! Ma io ho scoperto che la vita si può vivere al 100% se si fa la volontà di Dio. Vuol dire dare valore ad ogni momento che ci regala la vita e dire di sì a quello che Dio ha pensato per ciascuno di noi. Lui è Amore! È un Padre! Certo, sono piccola, ma con queste gambe corte posso attraversare il mondo!».

Alla fine Ania cerca lo sguardo dei giovani presenti in sala. Vorrebbe parlare al cuore di ciascuno: «Se ti guardi allo specchio e non vedi quello che vorresti vedere, pensa che sei una persona meravigliosa! Dentro di te c’è una ricchezza, una bellezza interiore. Hai un sorriso che può cambiare il mondo. Trovalo dentro di te, trova il tuo sorriso. Dio ti ama. Ti ama così come sei. Accetta questo amore e sarai felice. Cogli ogni momento che la vita ti dà. Ama, dì parole buone. Non aspettare, perché il dopo potrebbe anche non arrivare».

È un fiume in piena e certamente avrebbe ancora tante cose da dirci. Alla fine, resta l’impressione che Ania non sia piccola ma grande, serena, felice e libera.